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SANT’ EUFEMIA  D’ASPROMONTE

 

Posizione geografica. Il paese è situato su uno degli ultimi contrafforti del versante settentrionale dell’Aspromonte ad un’altezza media di 450 m. sul livello del mare. Gli abitanti sono 4072 al 31/10/04. La superficie 32,90 kmq. Confina a sud con il comune di Scilla, ad ovest con Scilla e Bagnara Calabra,   a nord con Melicuccà,  ad est con Sinopoli. Le coordinate geografiche sono : latitudine nord 38° , 15’;  longitudine  est + 3°,24’. Il paese è attraversato dalla SS. 112 che, diramandosi dalla SS. 18 in località Pellegrina di Bagnara Calabra ( bivio Grimoldo) sulla costa tirrenica, scorre lungo la fascia pedemontana dei paesi interni del versante tirrenico e,   inerpicandosi sulla montagna, toccando alcuni paesi del versante ionico, termina a Bovalino . Una strada del rione Pezzagrande porta sui Piani d’Aspromonte e,  immettendosi sulla SS.183 in località Petrulli, collega Sant’Eufemia con Gambarie d’Aspromonte. E’ questa un’importante via di accesso al Parco Nazionale dell’Aspromonte nei cui confini ricade buona parte del territorio del comune.  Il clima è tipicamente mediterraneo; mite nelle zone più basse, si fa più rigido, assumendo l’aspetto di montano,  nelle zone più alte. La piovosità è accentrata,di norma, nei mesi invernali.

Assetto urbano.Il paese è costituito da una parte più bassa e da una più alta ed è suddiviso in tre parti con tre appellativi che ne indicano lo sviluppo: Paese Vecchio, Petto, Pezzagrande . Ad un’attenta  analisi urbana si nota che le tre fasi di sviluppo, avvenute in epoche diverse, segnano un lento e graduale passaggio dallo schema urbano lineare   a quello a scacchiera . La prima fase di assetto urbano, che può essere datata intorno al 1000 D.C. , interessa il Paese Vecchio che  presenta un asse centrale ( Via Grande ) cui si raccordano  arterie secondarie. Il fulcro di questo antico insediamento è costituito dalla chiesa del SS. Rosario. Il rione Petto,   sviluppatosi dopo il terremoto del 1783 e costruito seguendo in parte  il progetto  dell’architetto  eufemiese Giuseppe Oliverio, rappresenta la fase intermedia dello sviluppo urbano. In  un asse principale ( Via Belvedere ) convergono  direttrici secondarie di ampiezza minore. Il rione Pezzagrande rappresenta la terza fase. Costruito dopo il terremoto del 1908 ,negli anni  30, è a scacchiera regolare. Le strade principali sono ortogonali alla pendenza del sito, vanno da ovest ad est, mentre le minori ne seguono la pendenza.

Le periferie sono più o meno densamente abitate per via dell’attività agricola e sono contrassegnate da toponimi quali Badia, Colacaruso, Figurella , Meladoro, San Bartolo, Castellano, Campanella, Peras, Muraglio, Pendano. Il paese è attraversato da due torrenti: ad ovest il Torbido che lambisce l’abitato,  ad est il Peras o Marino che, dopo aver attraversato il Paese Vecchio, confluisce nel Torbido . Quest’ultimo ha origine nei pressi della località Materazzelli ( 1886 m. ) , ha un bacino idrico di 43 kmq, è tributario del Vasi’ che confluisce nel Diverso che, più a valle, assieme al Marro, forma il Petrace. In zona periferica ad est, vicino al comune di Sinopoli, è ubicato il cimitero, mentre nella parte bassa del paese è situata la stazione delle ferrovie Calabro - Lucane, da qualche anno disattivata. A sud sull’Aspromonte dai 900 ai 1200 metri di altitudine si estende un altipiano di quasi mille  ettari coltivato intensamente dalla  primavera all’autunno.

Struttura geo –fisica: Morfologia. Dal punto di vista morfologico il paese è interessato dalla presenza di superfici orizzontali a livelli sovrapposti. Nei pressi della località Materazzelli, nella Serra Cannavi, vi sono importanti tracce glaciali.  Sul lato nord dell’Aspromonte si nota un sistema di faglie studiato dal Lembke . Verso nord –ovest si estendono i piani della Corona a circa 500 – 600 m. sul livello del mare. A sud da 970 m. in su si estendono i piani dell’Aspromonte. Molti studiosi  si sono interessati a a questi terrazzi: Cortese, Gignoux, Kanter. Ad Ovest e ad est si evidenziano propaggini della dorsale appenninica degradanti verso nord  che determinano il corso dei torrenti tributari del Petrace.

Geologia.   Ai fenomeni orogenetici  del quarto  periodo dell’era primaria ( il Carbonico, 280ml. di anni fa ) va fatta risalire l’ossatura montuosa della Calabria e anche del blocco granitico dell’Aspromonte. I terrazzi più elevati che si trovano dai 1000 ai 1300 m. di quota si formarono alla fine del Triassico dell’era secondaria        ( 280 ml di anni fa) e l’Aspromonte andò assumendo un aspetto simile a quello attuale all’inizio dell’Era Quaternaria ( 1,7ml di anni fa ). Il suolo dei Piani  e quello  su cui sorge Sant’Eufemia è costituito da terreni risalenti all’inizio del Quaternario ed è composto da sabbie argillose e da alluvione sabbiosa – argillosa derivanti da sedimentazioni del materiale di erosione che il mare sistemò in forma di terrazzi. Nella fase terminale del Cretaceo si formarono i terrazzi attornio ai 500 – 600 m. di quota. Le formazioni del suolo sono definite con i nomi locali di: “pilla” ( sabbie argillose ),”maddo” ( alluvioni sabbiose argillose ) e “rocca” ( formazioni di masse rocciose ).