a

La Città

                       Storia

          Usi e Costumi

                   Opere d'Arte

       Personaggi Illustri

 Itinerari 

  Eventi 

             

 

 

 

Opere d'Arte 

OPERE D’ARTE. Il patrimonio artistico del paese, specialmente quello più antico, è stato quasi del tutto distrutto dal susseguirsi dei terremoti che hanno cancellato tante opere i cui segni denotano un’antica cospicua presenza. La scultura in marmo del 1568 raffigurante la Madonna delle Grazie e conservata nell’omonima chiesa, è l’opera più pregiata del patrimonio artistico di Sant’Eufemia. Ne parla l’ultima guida  turistica sugli itinerari calabresi edita da Laruffa,  ma è presente anche nell’ultima catalogazione delle opere d’arte della Calabria che risale al 1933. L’interesse del professore Frangipane, curatore della scheda su Sant’Eufemia, si è appuntato esclusivamente sulla scultura marmorea e sulla ricerca del suo autore che è stata catalogata con la vaga attribuzione a  Scuola gaginesca.   Nell’agosto del 1988, in occasione della mostra “ Il sacro nell’arte”, svoltasi a Sant’Eufemia d’Aspromonte è stato esposto un documento,   pubblicato nel 1938 da Puzzolo Sigillo che dimostra la vera paternità dell’opera. Il   contratto afferma che : “ Nel mese di novembre del 1568 lo scultore Giuseppe Bottone si impegnava coi nobili Nicola Zoccali, Clemente Birilli, Salvo e Marsilio Sofi ad eseguire una statua in marmo per il contado di Santo Stefano per la cifra di 80 ducati; rassicurava la committenza dicendo che l’avrebbe eseguita della stessa grandezza, bellezza e miglioramenti di un’altra statua di Nostra Donna delle Grazie da lui scolpita nel recente passato per il contado di Santa  Eufemia”.

Nello scannello sotto i piedi della statua,  oltre alla data 1568,  ci sono due stemmi del casato dei Ruffo, essendo allora  Sant’ Eufemia nel loro contado. Un’altra opera che ha notevole valore storico ed artistico è la campana che si trova nella chiesa di Sant’Ambrogio e che reca un’iscrizione greca. Oltre ai già citati sono ricordati i seguenti artisti che hanno operato nel secolo diciannovesimo: Domenicantonio Violi (pittore); le sue figlie Teresa e Giuseppa Violi ;Giosuè Versaci (figlio di Giuseppa Violi); Rocco Visalli (1822-1845 vedi scheda). Carmelo Tripodi (1874-1950 vedi scheda). 

 Strutture architettoniche. Il paese è caratterizzato da scarsa presenza di strutture le cui caratteristiche rispettano  le condizioni minime che le possano classificare come strutture architettoniche. L’uso indiscriminato del cemento armato e l’assenza di uno studio  tipologico ben definito causano  la nascita di uno stile che non fa riferimento a requisiti architettonici anche minimi. Le strutture create sono state concepite esclusivamente a soddisfare il bisogno abitativo o addirittura speculativo. Nel passato, da quanto si evince da resti di vecchi ruderi di edifici antichi, esistevano costruzioni che rappresentavano un certo valore artistico, espressione anche del bagaglio e delle tecniche architettoniche delle maestranze locali. Gli edifici, che seppur  ricostruiti dopo gli eventi sismici, si caratterizzano per una certa struttura architettonica sono le chiese del SS. Rosario  e del Purgatorio. La prima ha un impianto ad unica navata con abside circolare. L’altare è caratterizzato da colonne e frontali in marmo, lavorati a mano, con alcuni dipinti posti alla sommità dell’abside che presenta,  nella parte superiore,  una chiusura a semicupola ; il soffitto è in legno a volta. Anche la facciata esterna , anch’essa ricostruita , esprime la volontà di produrre un’opera non priva di significato artistico. La chiesa del Purgatorio esprime il valore architettonico,  all’interno,  nella disposizione degli spazi. L’impianto è a tre navate , separate da una serie di colonne in legno. Oltre a ciò di architettonico rimane ben poco , se si escludono i ruderi di Palazzo Greco in via Roma di stile neoclassico o i ruderi sparsi qua e là di vecchi portali in pietra o costituiti da archi in mattoni. Le vecchie costruzioni delle altre tre chiese : Madonna  delle Grazie, Santa Eufemia V.M., Sant’Ambrogio e del palazzo municipale presentavano elementi di rilevanza architettonica. Le nuove costruzioni rispondono a scopi pratici religiosi; da ricordare tuttavia il caratteristico aspetto esteriore ( a nave ) della Madonna delle Grazie , il movimento dato all’abside,  al centro del quale  troneggia un crocefisso , dalle due cappellette laterali nella chiesa di Sant’Ambrogio, la facciata a scomparti della chiesa di Santa Eufemia V.M, con tre finestre in vetro in cui sono rappresentati la Resurrezione di Cristo al centro, Sant’Eufemia V.M.  a destra e San  Diego di Alcalà     a sinistra.